GLOBAL COFFEE FORUM - "La Cantata del caffè"

La CANTATA DEL CAFFE’ prodotta dall’Associazione socio-culturale ACCADEMIA DELLA MINERVA di Specchia (LE) con la regia di Annemette Schlosser andrà in scena in forma teatrale ed in lingua italiana per il GLOBAL COFFEE FORUM il 30 di settembre presso l’ Auditorium Centro Congressi STELLA POLARE di Rho Fiera Milano alle ore 18.45.
La manifestazione Mondiale, in seno ad EXPO2015, è organizzata dalla ICO (International Coffee Organisation) e dal Comitato Italiano Caffè.

Questa iniziativa, tanto fortemente voluta anche da mentori illuminati locali, come Antonio Quarta dell’omonima ditta , e nazionali, come Mario Cerutti, della Caffè Lavazza, è la dimostrazione dell’esistenza di identità artistiche di notevole spessore nel nostro piccolo, splendido lembo di terra proteso sul Mediterraneo.

La traduzione in italiano dell’opera, portata magistralmente a compimento da una madrelingua d’eccezione, che poi ne è ha curato anche regia, scenografa e costumi , è di Annemette Schlosser, un’artista che il nostro Salento ha calorosamente adottato da ormai molti anni, promuovendone le iniziative, tributandole applausi e premi prima per le sue produzioni in seno alla sua associazione MIMUS MINUSCOLO MUSIKTHEATER e poi per quelle con l’ACCADEMIA DELLA MINERVA. Questa attiva realtà associativa , che ha sede a Specchia e che è nata, ormai dieci anni fa, per volontà del suo Presidente Deborah De Blasi, ha prodotto LA CANTATA DEL CAFFE’ per omaggiare l’aromatica bevanda tanto amata anche da uno dei musicisti più grandi della Storia: JOHANN SEBASTIAN BACH.

L’ENSEMBLE DELLA MINERVA, composta da eccezionali giovani musicisti pugliesi è magistralmente diretta dal M° Valerio De Giorgi.
I tre cantanti, che con perizia e grande passione, narrano la storia della bella Lieschen, del suo ansioso papà e del dolce promesso sposo, sono gli straordinari Maria Luisa Casali, Angelo De Leonardis e Gianni Leccese, cantanti della nostra amata terra di Puglia, che calcano i palcoscenici di tutta Europa con lusinghieri riscontri.

 
Qui di seguito è disponibile l'evento interamente ripreso:


"Assedi" di Deborah De Blasi - Associazione Culturale "Accademia della Minerva"

Nel 2013 la regista del Mimus, Annemette Schlosser Bernardelli è stata incaricata della regia, scenografia e costumi x l'atto unico "Assedi" di Deborah De Blasi tramite l'Associazione Culturale "Accademia della Minerva" di Specchia.
La pièce è stata scritta in onore degli 800 martiri di Otranto la cui santificazione è avvenuta nel mese di maggio del 2013.
Grande successo nelle prime due rappresentazioni rispettivamente il 20 luglio ad Ugento (Piazza San Vincenzo) e il 18 Agosto a Galatone (atrio Palazzo Marchesale).
Altri due appuntamenti saranno il 9 novembre ore 18:00 al Teatro Paisiello di Lecce e il 6 dicembre ore 21:00 al Teatro Ducale di Cavallino.
 

Recensioni

Una pièce teatrale originale e carica di suggestioni. Il testo di Deborah De Blasi è un vibrante e accorato omaggio alla Terra d’Otranto, sintesi della civiltà salentina e ai Martiri Idruntini, proprio nell’anno in cui gli Ottocento sono riconosciuti Santi della Chiesa universale.
Storia, mito, canto, poesia si intrecciano e si dipanano, si incalzano, tenendo sempre desta l’attenzione e l’attesa, in un susseguirsi di rievocazioni e di motivi carichi di pathos. Santa Sofia di Costantinopoli, – che invita a “guardare in alto”, a “guardare oltre” – e la Cattedrale di Otranto, – che invece fa “chinare il capo e guardare in se stessi” – vengono personificate e messe in parallelo. Due templi di grandezza storica e santuari di arte accomunati da un destino glorioso e al tempo stesso tragico. Nel testo e nella sapiente regia di Annemette Schlosser Bernardelli confluiscono pensieri e sentimenti eterogenei, che coinvolgono in particolare noi, figli di questa terra.
Ma, su tutto erompe la nobiltà dello spirito, che si fonda sui valori eterni che scaturiscono dal Sacrario dei Martiri.

     Prof. Luigi Rossetti


La rievocazione di un evento, l’eccidio otrantino del 1480, che ha segnato la storia dell’umanità e la fede del cristianesimo universale. Il martirio di un’intera città, 800 uomini uniti dalla stessa sorte dei fedeli di Costantinopoli. Sullo sfondo due gloriose e stupende Cattedrali, Otranto e Costantinopoli, due madri, che pur violate ed oltraggiate nelle propria dignità, vincolate dalla fecondità del loro grembo abbracciano, sostengono e incoraggiano i propri figli di fronte ai carnefici. Le mura ed i mosaici di questi templi intrisi di sangue descrivono la lotta tra il bene e il male, dando all’uomo che li calpesta l’unica direzione di vita. Il canto delle sirene, tre splendide ragazze, ripropone in una chiave di lettura moderna l’antica opposizione a Dio e alle sue creature della mitologia e del pensiero classico e rievocano l’affascinante storia patria e i sussulti umani. Queste incantatrici rappresentano l’emblema di una cultura liquida e dal pensiero debole, che in un contesto globalizzato, svincola l’uomo dallo spazio, dal tempo e dai valori che lo orientano relativizzandone lo stesso umano. La voce narrante, con la sua opera di ricerca, apre un varco facendo passare l’ascoltatore dalla superficie del ‘si dice’ alla profondità del ‘si vive’. Le ‘grida’ ed il canto del coro, tutto al femminile, svelano lo scarto che la donna vive mentre si accorge della brutalità dell’uomo e rivelano la sua capacità di profezia salvifica. Luci, suoni, colori rendono lo spettatore partecipe della scena in una sorta di psicodramma che richiama scelte, opzioni, atti compiuti. In questo scenario fanno da spettatori un televisore, una sedia e delle ruote. La prima è l’immagine della telecamera nascosta che spia e suggerisce i passi da compiere quasi che l’uomo non avesse la capacità di discernere e scegliere. La seconda raduna pensieri e chiacchere. La terza richiama la continua e inarrestabile corsa dell’uomo. Tutto sembra portare lontano dalla realtà. Assedi torna, invece, nella sua attualità e veridicità a farci riflettere e recuperare la nostra condizione e storia umana. Lo scritto di Deborah De Blasi prende così forma e vita attraverso la maestria della regista Annemette Schlossler Bernardelli. Vibra il ventre, lacrimano gli occhi, e la nostra intelligenza, illuminata dalla fede dei Martiri Idruntini, ci dice che è proprio qui che ci si gioca la propria autenticità.

     Don Francesco Coluccia

 



Nell'anno 2008 il Mimus ha avviato una importantissima collaborazione.

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Barocco Festival "Leonardo Leo"

La regista Annemette Schlosser Bernardelli ha avuto l’incarico di mettere in scena la Serenata "Diana Amante" di Leonardo Leo, che è stata rappresentata nell’ambito della XI edizione del Barocco Festival di S. Vito dei Normanni.

“… la XI edizione del Barocco Festival di San Vito dei Normanni… è giunta al suo vertice d’originalità quando ha messo in scena “Diana amante” di Leonardo Leo…” (Piero Mioli del Sipario lirica festival)

INFO: www.baroccofestival.it