Al “Paisiello”, la storia di un “vecchio avaro”
Lecce. In scena nella serata di ieri – presso il Teatro Paisiello di Lecce – il secondo appuntamento della rassegna teatrale “Teatro a 99 centesimi”, intitolata “Il Vecchio Avaro”

Una commedia divisa in tre parti e cinque atti, ispirata al capolavoro dell’Avare” di Moliere. Il libretto di Antonio Salvi diviene dunque un intermezzo comico a due voci, riducendo nettamente il consistente numero di personaggi, ma ottenendo un risultato altrettanto congeniale alla teatralità lirica dell’opera. E così il secondo appuntamento della rassegna intitolata “Teatro a 99 centestimi” – svoltosi ieri sera presso il Teatro Paisiello di Lecce – trascorre tra gli applausi scroscianti di un pubblico soddisfatto dal rendimento eccezionale degli attori sul palco. Nuovi testi, nuovi stili in scena, dove tematica fondamentale è l'uomo, il suo "esserci oggi", come direbbe il filosofo novecentesco Martin Heiddeger. Testi grotteschi, poetici e canzoni che vanno dritti al cuore grazie alla bravura e all'altissima professionilità degli artisti che li interpretano. Un’orchestra proponente le musiche di Francesco Gasparini – dalla chiara melodia settecentesca – apre lo spettacolo prima dell’ingresso dell’Avaro vecchio protagonista, da cui il titolo della rappresentazione, “Il Vecchio Avaro”. Il basso baritono Angelo De Leonardis, alias Pancrazio, traduce bene i caratteri di Harpagon: diffidente dal suo stesso debole, che è quello di credere alle lusinghe ed è travolto dal matrimonio, vero topos del teatro comico dell’epoca. Poi c’è Fiammetta, interpretata dal mezzosoprano Deborah De Blasi, serva di Pancrazio dalla soave e delicata voce col compito di “ammorbidirlo”. Una presenza di spettatori numerosa che testimonia dunque il forte attecchimento della manifestazione – diretta da Carla Guido – sulla città di Lecce, quest’anno incentrata sulla drammaturgia contemporanea e internazionale, ma anche alla produzione culturale salentina, che porterà sulle scene i personaggi, le tradizioni e i poeti.

(da leccenews24.it del 22 febbraio 2012)


"Diana Amante” di Leonardo Leo al Festival Barocco "Leonardo Leo"

“... alle 20.30, l'appuntamento più atteso del Festival, quello con la festa teatrale "Diana amante", libretto anonimo musicato da Leonardo Leo, il musicista di San Vito dei Normanni a cui è intitolata l'intera kermesse. La storia è quella della resa di Diana, altera dea della caccia... La serenata, che fu dedicata a Barbara, Contessa di Daun, sceglie, quindi, il Teatro Melacca come location per la sua prima rappresentazione scenica in tempi moderni. La regia e i costumi di Annemette Schlosser Bernardelli, la scenografia di Franco Bernardelli, entrambi del Mimus minuscolo Musiktheater...”
(QuiSalento - Speciale Estate 2008)


“... "Diana Amante" costituisce l'evento centrale dell'undicesima edizione del Barocco Festival "Leonardo Leo" diretto da Cosimo Prontera. Stasera nel teatro Melacca di San Vito dei Normanni il lavoro viene eseguito dalla Confraternita dei Musici diretta da Prontera, con la regia di Annemette Schlosser. ... ”
(Fiorella Sassanelli - La Repubblica - Domenica 31 Agosto 2008)


“Si terrà questa sera alle 21, presso il teatro Melacca di San Vito dei Normanni, "Diana Amante", l'appuntamento clou dell'undicesima edizione del barocco festival. La rappresentazione di questa sera ha tra le sue caratteristiche quella di essere la prima rappresentazione in forma scenica in tempi moderni e vede in scena Angela Masi (alto) nel ruolo di Diana; Aldo Gallone (tenore) nel ruolo di Endimione; Arianna Venditeli (soprano) che interpreta Amore e Angelo De Leonardis (basso) che interpreta Proteo. Le musiche sono eseguite dall'ensemble "Confraternita de' Musici" del maestro Cosimo Prontera che è anche il direttore artistico del Festival. La regia di Annemette Schlosser.”
(Nuovo Quotidiano di Puglia - Brindisi - Domenica 31 Agosto 2008)


"Rita” di Gaetano Donizetti

“Un pubblico numeroso e divertito ha decretato il successo di “Rita”, opera buffa di Gaetano Donizetti, andata in scena nel Chiostro dei Domenicani a Galatina lo scorso 28 agosto... La rappresentazione galatinese ha avuto il suo punto di forza nell’efficace messa in scena creata dal “Mimus Minuscolo Musikteather” diretto dalla signora Annemette Schlosser Bernardelli, che ne ha curato personalmente regìa e costumi... la coloratissima scena realizzata da Alessandra Polimeno ha fatto da sfondo all’irresistibile verve dei tre giovani protagonisti, scenicamente impeccabili e forti di un singolare affiatamento... Vocalmente sicuro nel suo ruolo belcantistico, il soprano lucchese Paola Massoni si è mostrato del tutto a suo agio nei panni di Rita, intraprendente locandiera dal piglio tirannico, di cui fa le spese il suo secondo marito Beppe, impacciato e un po’ “babbione”, qui interpretato in maniera del tutto credibile dal tenore Marco Voleri. L’intreccio si dipana a partire dalla casuale comparsa di Gasparo, primo marito creduto morto: il baritono Mauro Bonfanti, come già nel precedente “Filosofo”, ha mostrato voce pregevole e un notevole phisique du role. Il tessuto sonoro è stato imbastito con cura e con la giusta leggerezza da un valido ensemble da camera diretto da Valerio De Giorgi...”
(Fernando Greco - Il Gallo - 7 settembre 2005 Leggi qui l'articolo completo)


“DER MISOGYNE” (Il misogino) di HW Plate

“…ottime voci, costumi bellissimi e fantasiosi, un allestimento molto ben contemplato ed innanzitutto la recitazione entusiasmante che ha trascinato il pubblico di Wolfenbuettel a scena aperta, fino alle ovazioni frenetiche alla fine dello spettacolo...
...la musica per il “Misogino” l’ho trovata armoniosa ed adatta ad una buona interpretazione del testo. Era un buon inizio per le serate festose con la lirica ed ha creato il collegamento tra il giorno d’oggi e la metà del Settecento… lettori che ci hanno scritto ieri: "E’ stata un’ esperienza indimenticabile"…”
(Brigitte Huetter - Braunschweiger Zeitungsverlag - 19 ottobre 2004)

“…i giovani artisti del Mimus minuscolo Musiktheater hanno presentato un contributo molto diversificato per l’anno lessinghiano… la messa in scena di Annemette Bernardelli era di grande effetto teatrale, come anche la scenografia ed i bellissimI costumi,... che davano un grande contributo all’effetto ottico… i giovani interpreti hanno dato una prova notevole delle loro capacità. Con la bellezza delle voci, la padronanza delle parti complicate e l’interpretazione vivace si presentava una nuova leva di cantanti dal futuro pieno di buone aspettative…”
(Wolfsburger Allgemeine - 1 ottobre 2004)

Le recensioni si riferiscono alla rappresentazione in prima mondiale al Teatro di Wolfsburg (Ger) il 29 settembre 2004

"I DUE BARONI DI ROCCA AZZURRA” di Domenico Cimarosa

“…una serata alquanto spiritosa, alquanto charmant… una truffa matrimoniale birichina e carinamente decadente… la regia di Annemette Bernardelli in maniera tradizionale ma con poco perbenismo… capelli variopinti un po’ di Rokoko, un po’ di flower-power e un cast giovane, simpatico e pieno di gioia nella recitazione... Tutto condito con molto sapore e pepe…”
(Harald Likus - Braunschweiger Zeitungsverlag - 2 ottobre 2004)

“…ottime voci, costumi bellissimi e fantasiosi, un allestimento molto ben contemplato ed, innanzitutto, la recitazione entusiasmante che ha trascinato il pubblico di Wolfenbuettel ripetutamente ad applaudire a scena aperta fino alle ovazioni frenetiche alla fine dello spettacolo.
Alcuni amici, che erano venuti addirittura da Sachsen-Anhalt per assistere all’evento, mi hanno scritto ieri: “E’ stata un’esperienza indimenticabile. Ancora siamo commossi dalle voci e dalla musica degli artisti italiani”
(D.G. Braunschweiger Zeitungsverlag - 8 ottobre 2004)


“LA DIRINDINA” di Domenico Scarlatti

“… ugole d’oro alla ribalta… grande successo per il Laboratorio Musicale condotto da due Associazioni salentine: il Mimus minuscolo Musiktheater e l’orchestra da camera “Terra d’Otranto”….la preparazione dei giovani cantanti da parte della regista Annemette Bernardelli è ormai una garanzia che ha invogliato un folto pubblico a seguire l’evento… le due associazioni hanno destato entusiasmo e strappato applausi per l’interpretazione della famosa farsetta… le scene di Franco Bernardelli ed i costumi originalissimi e la regia di Annemette Bernardelli hanno pienamente convinto…”
(Giovanni Nuzzo - La Gazzetta del Mezzogiorno - 23 maggio 2003)

“Il Filosofo di campagna” di Baldassarre Galuppi

“L’opera buffa ha trovato il suo spazio… il pubblico numeroso ha riso di gusto per il finale a sorpresa e ha seguito il tutto con partecipazione d’animo, merito anche della sapiente scenografia e dell’ ottima regia di Annemette Bernardelli. Il prestigioso Mimus minuscolo Musiktheater vi ha dedicato passione e grande esperienza. Gli interpreti erano molto bravi, non solo nelle parti vocali, ma anche come attori… hanno proposto i loro caratteri con verosimiglianza… interpretando con gusto e grazia settecenteschi… apprezzata particolarmente la trovata registica dell’albero vivente. Anche il quintetto d’archi dell’ Orchestra Sinfonica di Magenta ed il clavicembalista M° Paolo Negri, diretti dal Maestro concertatore Andrea Raffanini, avevano un bel suono, preciso nei ritmi e negli attacchi, sensibile alle diverse gradazioni degli stati d’animo, divisi tra passioni struggenti d’amore e freddi ragionamenti filosofici.”
(l.b.- La Provincia di Sondrio - 31 agosto 2002)

“…divertente e ben eseguito… al Castel Grumello va in scena lo humor… l’opera “Il Filosofo di campagna”, perfettamente musicata, strappa applausi… un lavoro brillante, vivace, carico di humor quel “Filosofo di campagna”... apprezzata l’interpretazione dal pubblico che ha richiesto e ottenuto il bis… spiegate e sempre intonate le voci… sempre puntuale il complesso strumentale… particolarmente suggestiva la scenografia di Annemette Bernardelli che ha anche curato la regia…”
(Giancarlo Grillo, La Provincia, 26 agosto 2002)

“…un Filosofo buffo e piacevole... ottima rappresentazione per il dramma giocoso di Carlo Goldoni e Baldassarre Galuppi… finalmente, dopo tanti tentativi andati così così, uno spettacolo operistico azzeccato... ha commosso e divertito il folto pubblico convenuto… la regia, pur se tradizionale, era assolutamente di ottimo livello: ogni parola era accompagnata da un gesto appropriato, e per di più variato negli eventuali ritornelli… i cantanti, inoltre, si sono rivelati tutti dei buoni attori con un 'phisìque du role' perfetto, il che non guasta mai… il sucesso riscosso lascia comunque sperare che in futuro non si abbia più timore ad investire su esperimenti di questo genere…”
(Marco Valenti , Giornale di Sondrio, 1 settembre 2002)

Le recensioni si riferiscono alla rappresentazione al Castel Grumello in Valtellina il 26 agosto 2002.