DIANA AMANTE
di Leonardo Leo (1694 -1744) - rappresentata nell’ambito della XI edizione del Barocco Festival di S. Vito dei Normanni.


TRAMA
Proteo, vecchio genio del mare con il dono della divinazione, incontra Amore e predice, che una delle sue infallibili trecce colpirà Diana, suprema Dea della caccia e della luna che non vede di buon occhio l’amore carnale ed aveva addirittura giurato eterna castità.
Arriva l’oggetto di quella futura passione insolita, il bellissimo pastore Endimione. Questo è stato punito da Giove a dormire per trent’anni ed è solito a dormire proprio qui, vicino al monte Latmo.
Giunge la vittima della fatale freccia, Diana, alla ricerca di belve da cacciare. Appena colpita da Amore, dimentica l’arco e la caccia e scopre invece dormire dolcemente il bel pastore ed una fiamma insolita ardere nel cuore.
Endimione si sveglia, rimane accecato dalla bella sconosciuta e se ne innamora perdutamente. Ma Diana pone subito fine all’ardore nascente tra loro, si svela essere Dea che non può e non vuole cedere all’amore che vivono i comuni mortali e fugge, lasciando Endimione solo e disperato.
Viene in aiuto il Dio Amore, che si fa riconoscere come tale e, sicuro che la Dea non resisterà al fascino di un sentimento del tutto nuovo e convinto che tornerà presto, consiglia al pastore di fingersi addormentato appena Diana si farà viva. Infatti, Diana non ha avuto la forza di stare lontano dal bel pastore, si avvicina, e credendolo in un sonno profondo, svela tutti i suoi sentimenti ed alla fine non resiste più e lo bacia… adesso è arrivato il momento di Amore che infierisce e metta la Dea davanti al fatto: lei non è affatto diversa dalle donne mortali perché non ha potuto porre resistenza all’effetto della freccia infallibile che l’aveva colpita. Vergogna, disperazione e lagrime da parte dell’altera Dea che vorrebbe sparire dal cielo e sprofondare in un abisso!
Ma no, la consola Amore, alla fine non era tanto grave questa storia d’amore, cos’hai fatto in fondo? Un bacio, poco più di niente! Così Diana si tranquillizza, riconosce che la nuova esperienza è stata del tutto naturale, anche Endimione si dimostra grato di questo amore breve, intenso ed unico. E tutti dedicano la “Serenata” a Barbara, Contessa di Daun, il cui onomastico si è voluto festeggiare; e Proteo canta le future glorie di Carlo III come regnante saggio e guerriero vittorioso.

CAST
Amore: Arianna Vendittelli (soprano)
Diana: Angela Masi (alto)
Endimione:Aldo Gallone (tenore)
Proteo: Angelo De Leonardis (basso)

Direttore d’orchestra nonché direttore artistico del Festival: Maestro Cosimo Prontera.
Orchestra: La Confraternità de’Musici
Scenografia: Franco Bernardelli
Costumi: Annemette Schlosser Bernardelli
Regia: Annemette Schlosser Bernardelli